Lella Costa - Amleto, Alice e La Traviata

Lo stile di Lella continua a piacermi molto e i suoi monologhi riescono sempre a divertirmi ed emozionarmi. Sicuramente dei tre ho preferito “La Traviata”, seguita da “Amleto” e per ultima “Alice”. Lella Costa ti istruisce attraverso la risata, forse il modo migliore per imparare. Ma ti commuove allo stesso tempo, ti introduce nella storia e ti tiene lì, ti tiene d’occhio, controlla la tua attenzione, la cattura. Mentre leggi le pagine non puoi fare a meno di immaginartela a teatro. Io, personalmente, riesco anche a sentire distintamente la sua voce nella mia mente mentre assaporo ogni frase. In un qual modo, Lella legge per me.

Parere personale quantificabile: 8

Nick Hornby - Shakespeare Scriveva per Soldi

Avevo già letto “Alta Fedeltà” di Hornby, mi era piaciuto e così ho deciso di fare una seconda esperienza con lui. Ma questo, purtroppo, non è un racconto. E’ una raccolta di rubriche che lui ha scritto, dove ogni mese parlava dei libri che aveva letto. Le hanno messe assieme e gli hanno dato un titolo.

Certo, una lettura scorrevole, forse un po’ troppe informazioni e mai quelle giuste. Intendo dire che parla di talmente tanti libri che molte cose finisce per darle scontate, quando invece per il lettore non lo sono affatto. Se avessi conosciuto prima il taglio del libro forse il mio voto sarebbe stato più alto, ma devo invece tener conto del fatto che mi aspettavo ben altro e che la quarta di copertina trae molto in inganno.

Parere personale quantificabile: 6

L'Attimo Fuggente (Dead Poets Society)

Film del 1989, anno a me caro. Così, a sottolineare l'estrema connessione che sento con questa pellicola.
La prova che non sono necessari troppi colpi di scena e effetti speciali strabilianti per... Per diventare il mio film preferito.
Un film che tocca il delicato e quasi sacro rapporto tra un alunno ed un insegnante degno di stima, che ispira, che motiva, che spiega, che aiuta a vivere. Immerso nella poesia, nel teatro.
Un film che sottolinea l'importanza dell'amicizia e il valore della lealtà verso chi abbiamo scelto di chiamare fratello.
Ogni attimo è importante, è carico di pensiero, di ragionamento.
Una fine realistica, non un lieto fine. Ed un'ultima scena da lacrime di commozione.
Questo film non può "piacere o non piacere", o non lo si capisce oppure ce lo si tatua sulla pelle.

"Andai nei boschi

perché volevo vivere

con saggezza e profondità

e succhiare tutto il midollo della vita!

Sbaragliare tutto ciò che non era vita

e non scoprire,

in punto di morte,

che non ero vissuto."

Henry David Thoreau


Parere personale quantificabile: 10

Shakespeare In Love

Se ci fosse un podio, il secondo posto sarebbe suo.
Will Shakespeare finalmente descritto come un uomo della strada, anche se non certo comune.
Una storia d'amore straziante che ti costringe ad imparare le battute a memoria, a volerlo rivedere ancora e ancora, nella speranza che qualcosa di diverso accada questa volta ed il finale cambi, anche se nel profondo lo sai che non ci sarebbe potuto essere finale più completo.
Le musiche che accompagnano il film sono così azzeccate da incutere quasi timore. I costumi splendidi, le ambientazioni precise, l'atmosfera tastabile.
Ed ogni scena è circondata da poesia, la SUA poesia.
Un film che non mi stancherò mai di rivedere.

Parere personale quantificabile: 9 e mezzo

Shutter Island

Doveroso recensirlo con in sottofondo la canzone dei titoli di coda.
Forse doveroso anche leggerne la recensione con queste note.

Per i più esperti nel settore questo film non sarà un colpo di scena, così come non lo sarà per gli psicologi. Appartenendo ad entrambe le categorie l'ho guardato da un punto di vista diverso da quello della maggioranza, ma è riuscito a stupirmi comunque.
Scorsese è sempre una garanzia e Di Caprio si riconferma un grande professionista.
Un film scuro, freddo, imbevuto, fradicio di paure, di compassione, di domande, di paranoie.
Un film che rispecchia ogni essere umano, un film che racconta assieme la storia e la persona.
Una scena finale che spiega tutti i misteri, ed una domanda del protagonista che lascia il dubbio che stia accadendo davvero la cosa più temuta e commovente che ci si potrebbe aspettare da questa fine.
Nessun amaro in bocca, solo un sospiro, che non ha nulla a vedere con il sollievo.

Parere personale quantificabile: 8

Sex And The City 2

Una delusione su tutta la linea.
144 minuti senza una trama e quando finalmente accade qualcosa, si palesa finalmente la miccia che dovrebbe accendere fuochi, ecco che in 2 minuti versano una secchiata d'acqua gelida sulla storia e su tutto il pubblico che aspettava di conoscere i risvolti.
Chi conosce bene il carattere dei personaggi sa che certe scelte la "nostra" Carrie e il "nostro" Big non le avrebbero mai fatte.
Big è passato da aitante uomo superiore a pantofolaio senza spina dorsale, che perdona comportamenti per i quali anche a Charlotte sarebbero scappate un tot di parolacce (e se conoscete il personaggio, potete capire la gravità della cosa).
Toccano l'immenso tema delle differenze culturali senza il minimo rispetto, solo con una Miranda nei panni del Grillo Parlante, che non basta però per non risultare una presa in giro.
La volgarità di certe battute scontate e da cinepanettone italiano supera di gran lunga qualunque frase sconcia detta da Samantha nella serie TV.
Unica nota positiva: il continuo ed ininterrotto cambio di vestiti, ma allora, se questo deve essere l'unico pregio..facessero una sfilata.

Parere personale quantificabile: 5

Jay McInerney - Le Mille Luci di New York

Come distruggere LA città.
Non viene descritta praticamente mai, quando invece dovrebbe come minimo essere una dei protagonisti, in ogni storia ambientata lì. Poi dico io, l'hai messa nel titolo!!
Non succede nulla. Il protagonista perde il lavoro, ma questo lo sapevamo già dalla quarta di copertina.
Per il resto è tutto un piangersi addosso e farsi di cocaina. Alla fine abbiamo una punta di sentimentalismo grazie a/per colpa di uno struggente racconto famigliare, il quale crea però solamente disarmonia.
Unica nota originale: è scritto tutto in seconda persona.
Si, ok. Ma non basta.

Parere personale quantificabile: 5