Il Nome della Rosa (Der Name der Rose)

L’ho guardato perché è un classico e non poterne parlare ti tiene fuori da molte conversazioni, tuo malgrado. Ma non mi è piaciuto. Probabilmente, come ho già supposto qualche recensione fa’, sono io che non ne capisco. Probabile, d’altra parte non ho mai fatto credere a nessuno il contrario. Però… D’accordo l’atmosfera cupa, ma non possono farmi male gli occhi perennemente. In più, alcune scene sembrano montate senza un particolare occhio di riguardo, ma giusto perché andava fatto. La suspance cresce fino alla fine quando, in un attimo, si risolve tutto e tu rimani lì a chiederti se l’hai davvero capito. Le cose sono due: o il film è enormemente sopravvalutato, oppure tu sei deficiente (nel senso che manchi di intelletto sufficiente per capirne la fine). Prediligo la seconda ipotesi, per non fare arrabbiare nessuno. Ma in fondo questo blog deve dare il mio parere e per me il film è stato pesante, noioso, lungo e sconclusionato.

Parere personale quantificabile: 5

The Twilight Saga: Eclipse

A mio parere il migliore dei tre. C’è molta più azione, accadono molte più cose, la storia d’amore per un attimo passa (finalmente) in secondo piano. (E dico finalmente perché io faccio parte del Team Jacob con tutta me stessa e non mi vergogno ad ammetterlo). Un film che vorresti vedere subito una seconda volta per gustare i dettagli che ti eri persa alla prima. Un buon lavoro che da anche ai maschietti la possibilità di apprezzare la saga, possibilità che con i due precedenti sembrava, se non impossibile, comunque molto improbabile. Lieta di questo nuovo taglio più frizzante.

Parere personale quantificabile: 7

Lella Costa - Amleto, Alice e La Traviata

Lo stile di Lella continua a piacermi molto e i suoi monologhi riescono sempre a divertirmi ed emozionarmi. Sicuramente dei tre ho preferito “La Traviata”, seguita da “Amleto” e per ultima “Alice”. Lella Costa ti istruisce attraverso la risata, forse il modo migliore per imparare. Ma ti commuove allo stesso tempo, ti introduce nella storia e ti tiene lì, ti tiene d’occhio, controlla la tua attenzione, la cattura. Mentre leggi le pagine non puoi fare a meno di immaginartela a teatro. Io, personalmente, riesco anche a sentire distintamente la sua voce nella mia mente mentre assaporo ogni frase. In un qual modo, Lella legge per me.

Parere personale quantificabile: 8

Nick Hornby - Shakespeare Scriveva per Soldi

Avevo già letto “Alta Fedeltà” di Hornby, mi era piaciuto e così ho deciso di fare una seconda esperienza con lui. Ma questo, purtroppo, non è un racconto. E’ una raccolta di rubriche che lui ha scritto, dove ogni mese parlava dei libri che aveva letto. Le hanno messe assieme e gli hanno dato un titolo.

Certo, una lettura scorrevole, forse un po’ troppe informazioni e mai quelle giuste. Intendo dire che parla di talmente tanti libri che molte cose finisce per darle scontate, quando invece per il lettore non lo sono affatto. Se avessi conosciuto prima il taglio del libro forse il mio voto sarebbe stato più alto, ma devo invece tener conto del fatto che mi aspettavo ben altro e che la quarta di copertina trae molto in inganno.

Parere personale quantificabile: 6

L'Attimo Fuggente (Dead Poets Society)

Film del 1989, anno a me caro. Così, a sottolineare l'estrema connessione che sento con questa pellicola.
La prova che non sono necessari troppi colpi di scena e effetti speciali strabilianti per... Per diventare il mio film preferito.
Un film che tocca il delicato e quasi sacro rapporto tra un alunno ed un insegnante degno di stima, che ispira, che motiva, che spiega, che aiuta a vivere. Immerso nella poesia, nel teatro.
Un film che sottolinea l'importanza dell'amicizia e il valore della lealtà verso chi abbiamo scelto di chiamare fratello.
Ogni attimo è importante, è carico di pensiero, di ragionamento.
Una fine realistica, non un lieto fine. Ed un'ultima scena da lacrime di commozione.
Questo film non può "piacere o non piacere", o non lo si capisce oppure ce lo si tatua sulla pelle.

"Andai nei boschi

perché volevo vivere

con saggezza e profondità

e succhiare tutto il midollo della vita!

Sbaragliare tutto ciò che non era vita

e non scoprire,

in punto di morte,

che non ero vissuto."

Henry David Thoreau


Parere personale quantificabile: 10

Shakespeare In Love

Se ci fosse un podio, il secondo posto sarebbe suo.
Will Shakespeare finalmente descritto come un uomo della strada, anche se non certo comune.
Una storia d'amore straziante che ti costringe ad imparare le battute a memoria, a volerlo rivedere ancora e ancora, nella speranza che qualcosa di diverso accada questa volta ed il finale cambi, anche se nel profondo lo sai che non ci sarebbe potuto essere finale più completo.
Le musiche che accompagnano il film sono così azzeccate da incutere quasi timore. I costumi splendidi, le ambientazioni precise, l'atmosfera tastabile.
Ed ogni scena è circondata da poesia, la SUA poesia.
Un film che non mi stancherò mai di rivedere.

Parere personale quantificabile: 9 e mezzo

Shutter Island

Doveroso recensirlo con in sottofondo la canzone dei titoli di coda.
Forse doveroso anche leggerne la recensione con queste note.

Per i più esperti nel settore questo film non sarà un colpo di scena, così come non lo sarà per gli psicologi. Appartenendo ad entrambe le categorie l'ho guardato da un punto di vista diverso da quello della maggioranza, ma è riuscito a stupirmi comunque.
Scorsese è sempre una garanzia e Di Caprio si riconferma un grande professionista.
Un film scuro, freddo, imbevuto, fradicio di paure, di compassione, di domande, di paranoie.
Un film che rispecchia ogni essere umano, un film che racconta assieme la storia e la persona.
Una scena finale che spiega tutti i misteri, ed una domanda del protagonista che lascia il dubbio che stia accadendo davvero la cosa più temuta e commovente che ci si potrebbe aspettare da questa fine.
Nessun amaro in bocca, solo un sospiro, che non ha nulla a vedere con il sollievo.

Parere personale quantificabile: 8