Me lo avevano descritto come il nuovo film gay della storia, da far impallidire A Wong Foo.
Mine Vaganti
Me lo avevano descritto come il nuovo film gay della storia, da far impallidire A Wong Foo.Sherlock Holmes
Cupo. Invecchiato. Nuvoloso. Londinese fino al midollo.Giorni e Nuvole
Un film di cui ignoravo l'esistenza ed è un vero peccato. Una storia verosimile dei giorni nostri, non eccezionale ma decisamente guardabile. Parola chiave: crisi. Economica, sentimentale. Crisi.Ingannevole è il Cuore Più di Ogni Cosa (The Heart is Deceitful Above All Things))

Crudo, troppo e non ce n’era bisogno. Con un inizio abbozzato e senza fine. Pessimo. Pessimo tutto. Montaggio, fotografia, scelte registiche. Tutto. Il senso? Mah. Solo un’ora e mezza di agonia. E dopo averti fatto vedere tutta quella violenza potrebbero almeno avere la decenza di spiegarti cosa vorrebbe dire. Invece no, ti lasciano così. Zero cura del cliente, solo macello, solo rumore. Ma d’altra parte, la protagonista è Asia Argento.
Parere personale quantificabile: 3
Pomodori Verdi Fritti alla Fermata del Treno (Fried Green Tomatoes)

Una storia d’amore silenziosa, mai citata, mai osservata, mai sporcata. L’amore tra due donne raccontato nel più delicato dei modi, senza dimenticare però la passione straziante dei sentimenti. La storia di una città che non sarà mai grande quanto quei due cuori. La storia di persone straordinarie. Se uno potesse scegliere un luogo, persone di cui circondarsi, sceglierebbe loro. Avrei voluto essere in quel café.
Parere personale quantificabile: 7 e mezzo
L’Uomo che Fissa le Capre (The Men Who Stare at Goats)

Un filmettino stupido tipico di Clooney, ma molte volte si ha bisogno proprio di quello. A parer mio non lascia molto, a parte qualche sincera risata. Se non altro una trama diversa, decisamente non banale. Basta, come in moltissimi casi, non volerne cercare per forza il senso ed allora si riesce a goderselo.
Parere personale quantificabile: 6 e mezzo
Stephenie Meyer – La Breve Seconda Vita di Bree Tanner

Ne sentivamo la mancanza? No. Ecco. No.
Poi si lascia leggere, ma insomma… Non aggiunge nulla alla storia, però in compenso toglie 16 euro. E non li vale. Sono 200 pagine scritte in Times New Roman OTTANTACINQUE, perciò alla fine il racconto è davvero breve. Una storiella leggera che va via in un paio di giorni, non scritta male (che, badate, non vuol dire scritta bene). Un buon affare per lei, un po’ meno per noi, decisamente pessimo per la protagonista. Arriva alla sufficienza e lì si ferma.
Parere personale quantificabile: 6